Consigliera e deputata, trent’anni fa la morte di Maria Pucci
Ricorrono i trent’anni dalla morte di Maria Pucci, prima donna consigliere comunale di Macerata. Lei non era di origine maceratese, ma a Macerata arrivò per le vicissitudini della seconda guerra mondiale e il suo rapporto con la città, durato mezzo secolo, non si è mai interrotto del tutto, nemmeno quando, ormai in pensione, si trasferisce a Perugia, dove muore il 10 agosto del 1996. Due mesi prima era tornata a Macerata per partecipare in municipio alla cerimonia per i cinquant’anni della Repubblica e del riconoscimento del diritto di voto alle donne, nonché per celebrare i cinquant’anni del Consiglio comunale di Macerata, eletto per la prima volta a suffragio universale il 17 marzo 1946. Maria Pucci non aveva ancora compiuto ventisette anni quando fu eletta, unica donna – peraltro giovanissima – tra i quaranta componenti l’assise cittadina.
Seconda di quattro figli nati da Eduardo, geometra calabrese, e Pia Ercolini, insegnante elementare marchigiana, Maria Pucci vive con la famiglia a Bologna, dove nel 1941 si laurea in Storia medievale. Nel capoluogo emiliano inizia subito ad insegnare, ma il 16 luglio 1943, durante il primo bombardamento sulla città, la casa dei Pucci subisce gravi danni e Pia Ercolini, nel frattempo rimasta vedova, chiede ospitalità, per sé e per i figli ad uno zio a Serravalle del Chienti, don Costantino Pacioni, parroco nella frazione di Madonna del Piano. Qui Maria, sua madre, il fratello Ippolito (sfuggito ai rastrellamenti nazisti) e le sorelle più piccole, Francesca e Paola, rimangono da sfollati alcuni anni.
Iscritta all’Azione cattolica sin da quando viveva a Bologna, dopo la Liberazione Maria Pucci partecipa attivamente ad incontri di carattere politico e sindacale un po’ in tutto il maceratese e durante un’assemblea pubblica a Porto Recanati viene notata dai dirigenti della Democrazia Cristiana, che le chiedono di candidarsi alle elezioni comunali di Macerata, dove nel frattempo si era già stabilita – dividendo con una sua coetanea un appartamento in affitto in via Santa Maria della Porta – avendo già dall’anno prima iniziato ad insegnare italiano e storia al liceo classico “Leopardi”.
In consiglio comunale Maria Pucci – ricordando il periodo vissuto a Serravalle del Chienti accanto alle famiglie di contadini – prende a cuore i problemi delle frazioni di Macerata, sollecitando la Giunta guidata dal sindaco Otello Perugini ad adottare provvedimenti per il buon funzionamento delle scuole rurali e per dotare di rete elettrica e acqua potabile tutte le case di campagna.
Nelle elezioni politiche del 18 aprile 1948 è eletta deputato per la DC nella circoscrizione Marche e per la sua giovane età (29 anni) i giornali la definisco “Miss Montecitorio”. Nel 1949 si spossa a Macerata con il giudice del tribunale Giulio Cernetti e l’anno successivo diventa mamma di Antonella. Alla vigilia di Natale del 1950 decide di rinunciare al suo seggio a Montecitorio per dedicarsi totalmente all’insegnamento e alla famiglia. Decisione che desta scalpore e di cui parlano i maggiori rotocalchi nazionali.
© Alessandro Feliziani /QN Il Resto del Carlino
Nella foto la copertina del settimanale Oggi n. 30 del 1949 con la notizia del matrimonio di Maria Pucci e l’articolo dello stesso settimanale del 28 dicembre 1950 con la notizia della sue dimissioni dal Parlamento.
(Articolo pubblicato martedì 11 agosto 2026 sul quotidiano Il Resto del Carlino, edizione Macerata)




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