Thomas Mann e la sua battaglia per la democrazia
L’opera letteraria di Thomas Mann (1875 – 1955), autore tra i più importanti del XX secolo, ha avuto due “contatti diretti” con Macerata. Il primo quando lo scrittore era ancora in vita: a Macerata, infatti, lavorava come traduttore il poeta Bruno Arzeni, che tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta, dopo essere vissuto per quasi un decennio in Germania, si dedicò per conto di Mondadori ed altri editori italiani, a tradurre le opere dell’autore tedesco, ricevendo in seguito un attestato di stima e di riconoscenza da parte dello stesso Thomas Mann.
Il secondo contatto con Macerata risale a pochi mesi fa, quando nella ricorrenza dei settant’anni dalla morte del romanziere di Lubecca, la casa editrice EUM (Edizioni Università di Macerata) ha dedicato a Thomas Mann il decimo titolo della collana “Prolusioni”, destinata al recupero e alla pubblicazione di discorsi – spesso rimasti inediti – tenuti nelle università o in occasione di cerimonie pubbliche da insigni personalità del mondo delle arti, delle scienze e della politica.
Di Thomas Mann sono presenti nel volume due discorsi; quello tenuto il 10 dicembre 1929 a Stoccolma in occasione del conferimento allo scrittore del Premio Nobel per la letteratura e quello dal titolo “La futura vittoria della democrazia” tenuto nella primavera del 1938 negli Stati Uniti d’America, paese che accolse lo scrittore, conferendogli anche la cittadinanza americana, poi da Mann conservata fino alla morte.
Il volume si completa con due saggi: uno di Antonella Nardi, cui si deve la traduzione dei discorsi, la quale sottolinea caratteristiche lessicali e stilistiche dell’autore, offrendo al lettore anche aspetti del lavoro da lei svolto “allo scopo di riprodurre la dinamicità e il calore del testo originale, così come l’emozione e la partecipazione dell’autore ai temi discussi”.
Nell’altro saggio presente nel volume Paolo Panizzo, analizzando l’opera letteraria di Mann, ne offre anche una biografia fino al momento in cui – con la presa del potere in Germania da parte di Hitler – la vita dello scrittore venne a trovarsi di fronte ad un bivio. Fu il prestigio internazionale di cui lo scrittore godeva a venire in suo soccorso con il visto d’ingresso negli Stati Uniti. Durante il suo esilio, “parallelamente all’attività letteraria, Mann – scrive Panizzo – è impegnato in una instancabile attività che fino al 1945 lo porta a scrivere decine di articoli, saggi e discorsi”, tra cui quello ora integralmente tradotto in questo libro, che “è parte della battaglia personale di Thomas Mann contro Hitler e il nazionalsocialismo nei mesi in cui il Premio Nobel prende congedo dall’Europa per cercare asilo nel nuovo mondo”.
© Alessandro Feliziani / Orizzonti della Marca
Articolo pubblica sul settimanale ORIZZONTI della MARCA del 13 giugno 2026




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