Libro di Ermanno Cavazzoni edito da Quodlibet nella dozzina dello “Strega”. Intervista al direttore della casa editrice, Stefano Verdicchio



La casa editrice Quodlibet di Macerata, diretta da Stefano Verdicchio, è entrata nella “dozzina” dei semifinalisti del Premio Strega 2026 con il libro di Ermanno Cavazzoni, “Storia di un’amicizia”.  

Nella sede di via Mozzi, dove accanto alla libreria ci sono gli uffici amministrativi, si respira un clima di sincera soddisfazione. L’intero staff è impegnato con entusiasmo a far fronte alle nuove richieste delle librerie, garantendo su ogni copia la fascetta di “opera selezionata per il Premio Strega”. Per Quodlibet avere un proprio libro nella “dozzina” del più famoso concorso letterario italiano (quest’anno è l’ottantesima edizione) costituisce anche un riconoscimento per quanto la casa editrice maceratese ha saputo costruire nei suoi trentatré anni di attività.  

Direttore Verdicchio è stata una sorpresa l’esito della selezione?

A febbraio eravamo molto felici per la decisione del critico letterario Massimo Raffaeli di candidare il libro di Cavazzoni, ma sapevamo che non sarebbe stato facile ottenere questa sorta “nomination”. Poi il primo riscontro delle vendite e soprattutto le tante recensioni avute dal libro nelle ultime settimane ci avevano fatto sperare di poter entrare nella “dozzina”. In ogni caso è stata una stupenda sorpresa. Sono felice anche perché la partecipazione al Premio contribuisce a far conoscere la storia contenuta in questo volume.

Ce ne parli.

È la memoria di un sodalizio umano e letterario tra l’autore, Ermanno Cavazzoni e lo scrittore Gianni Celati, scomparso quattro anni fa, ma è anche – come lo ha definito il critico Raffaeli – “un atto di devozione alla letteratura”. Noi lo abbiamo pubblicato nella collana di narrativa perché è un racconto di vita e di lavoro, che grazie alla scrittura si fa romanzo.

Le vostre collane si contano a decine e il catalogo è dominato dalla saggistica.

È vero, abbiamo un catalogo di circa duemila titoli e da un decennio editiamo non meno di cento titoli l’anno. La narrativa comunque è ben presente.  Di recente abbiamo dato nuova vita al romanzo di Dolores PratoGiù la piazza non c’è nessuno”, pubblicando – a cura di Elena Frontaloni, che a Treia dirige il Centro studi intitolato alla scrittrice – l’edizione integrale del manoscritto originale.

Sui vostri scaffali si notano molti volumi di architettura.

Le collane di architettura stanno avendo un grande riscontro. È un settore seguito in prima persona da Manuel Orazi ed è arricchito anche da due riviste che editiamo in collaborazione con La Sapienza di Roma (Rassegna di Architettura e Urbanistica) e con l’Università IUAV di Venezia (Vesper).

Altre “chicche” entrate nel catalogo di recente?

Ho l’imbarazzo della scelta. Mi viene in mente “Lezioni di fotografia” di Luigi Ghirri e la ristampa anastatica – a quarant’anni dalla prima edizione, diventata introvabile – del libro fotografico “Viaggio in Italia” a cura di Luigi Ghirri, Gianni Leone, Enzo Velati con testi di Arturo Carlo Quintavalle e Gianni Celati. Inoltre “Tragedie” di Shakespeare, con traduzioni e note di Guido Paduano e l’epistolario (338 lettere, inedite nella quasi totalità) che Eugenio Montale e Sergio Solmi si sono scambiati in oltre sessant’anni, dal 1918 al 1980. 

Novità nel cassetto?

Prima dell’estate pubblicheremo, con la collaborazione de “La Sapienza” di Roma e della Regione Marche, una nuova edizione critica dello “Zibaldone” di Giacomo Leopardi. Si tratta di un volume di quasi tremila pagine in cui per la prima volta i due curatori, Franco D’Intino e Luca Maccioni, oltre a tradurre in italiano le numerose citazioni in latino e greco contenute nell’opera, hanno compiuto una ricognizione completa e annotata di tutte le fonti documentali consultate da Leopardi.

© Alessandro Feliziani /QN Il Resto del Carlino

Nella foto, la copertina del libro di Ermanno Cavazzoni, “Storia di un’amicizia”, candidato al Premio Strega 2026 e il direttore della casa editrice Quodlibet, Stefano Verdicchio

(Intervista pubblicata – con altro titolo – sabato 4 aprile 2026 sul quotidiano Il Resto del Carlino, pagina 4 edizione Macerata)


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