La “rivoluzione” di Amadeo Peter Giannini
La galleria “Antichi Forni” di Macerata ha ospitato a metà gennaio la mostra “Non si può morire per un dollaro”. Prodotta nell’ambito del Meeting di Rimini 2025 e portata a Macerata per iniziativa del Centro Nuova Cultura, l’esposizione è dedicata alla vita di Amadeo Peter Giannini (nella foto con la sua famiglia), figlio di immigrati italiani in California, che all’inizio del secolo scorso, dopo un’infanzia vissuta tra molte difficoltà – all’età di 6 anni vide uccidere il padre Luigi da un operaio che rivendicava un dollaro di paga non dovuto – fondò la Banca of Italy, diventata poi Bank of America. Una banca diversa da tutte le altre che operavano all’epoca in California. Quella di Giannini, infatti, fu concepita come motore di sviluppo sociale, unica a concedere credito sulla fiducia alle persone e non ai “numeri” dei bilanci. Nel 1932, ad esempio, fu la sola banca a sottoscrivere il prestito obbligazionario della Città di San Francisco per la costruzione del Golden Gate Bridge, nel 1937 fu l’unica a concedere prestiti a Walt Disney per i primi film animati e nel 1939 finanziò la nascente impresa degli ingegneri William Hewlett e Davi Packard, poi diventata il colosso della tecnologia e dell’informativa che oggi conosciamo.
La mostra, che sta girando in Italia per tutte le regioni, ha fatto tappa a Macerata proprio nei giorni in cui la Rai ha annunciato la coproduzione del nuovo film del Premio Oscar Giuseppe Tornatore dedicato alla figura di Amadeo Peter Giannini, “un uomo che ha dimostrato come il successo economico possa andare di pari passo con la responsabilità sociale”.
© Alessandro Feliziani / QN Il Resto del Carlino
(Articolo pubblicato sul quotidiano Il Resto del Carlino, edizione Macerata, domenica 18 gennaio 2026)




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