“Picus”, nuova vita per la rivista di studi sulle Marche nell’antichità
“Picus”, rivista a periodicità annuale di studi e ricerche sulle Marche nell’antichità, fondata nel 1981 dall’archeologo Lidio Gasperini, che ne è stato direttore per quasi trent’anni, ha cambiato “abito” e proprietà, conservando però la stessa rigorosa impostazione scientifica.
Le ragioni del cambiamento grafico e dell’assetto editoriale – come spiegano nell’editoriale del primo numero della nuova gestione Gianfranco Paci, che ha diretto la rivista in passato e Simona Antolini, nuova direttrice e presidente della casa editrice EUM – sono da ricercarsi essenzialmente nella necessità di far fronte ad esigenze economiche sorte con il venir meno dei cespiti di finanziamento utilizzati in precedenza.
A subentrare nella proprietà è stata l’Università di Macerata, che ha affidato la rivista alla propria casa editrice d’ateneo. Oltre a non disperdere un patrimonio culturale consolidatosi negli anni, Unimc ha inteso dare nuova linfa a Picus per farne un punto di riferimento nazionale ed internazionale (i nomi degli studiosi presenti nel nuovo comitato scientifico lo testimoniano) nel campo degli studi e delle novità epigrafiche, archeologiche e di storia del territorio, sulla scia della tradizione della propria facoltà di studi umanistici, recentemente arricchitasi da un nuovo corso di laurea magistrale interdisciplinare in archeologia e sviluppo dei territori.
Il primo numero della nuova serie, stampato quest’anno, reca – per dare continuità alle annualità della rivista – la data del 2024 (anno XLIV) e, come recita il sottotitolo, allarga il campo d’azione delle Marche all’intero ambito dell’Adriatico. Altra novità è data dalla diffusione: la rivista aggiunge alla propria edizione cartacea una versione online liberamente consultabile in “Open Access”, tramite il sito della casa editrice.
Una decina sono i saggi presenti nel numero ora in distribuzione, oltre a schede, notizie, recensioni e segnalazioni. Ne citiamo alcuni. Oscar Mei e Laura Cerri presentano lo studio preliminare in corso da parte dell’Università di Urbino volto alla ricostruzione della topografia urbana dell’antica Pitinum Mergens (Acqualagna), la stessa Laura Cerri con Diego Voltolini, presentano i risultati della prospezione geomagnetica effettuata nell’area della città romana di Sentinum (Sassoferrato), Stefano Finocchi e Gianfranco Paci presentano un frammento di stele romana proveniente da Villa Strada di Cingoli, Silvia Maria Marengo (condirettrice della rivista insieme a Gianfranco Paci) riferisce su un “carme epigrafico” rinvenuto nel corso di alcuni lavori di scavo lungo la via Flaminia nei pressi di Fossombrone, Luigi Sensi riferisce del toponimo “Tolentinus” rinvenuto in antichi documenti riferibili all’attuale territorio di Colfiorito e citati nel 1464 in varie testimonianze in una causa per i confini tra Foligno, la Marca e il Ducato di Spoleto. Tale toponimo, spiega l’autore, non ha alcuna attinenza con la città di Tolentino, ma – verosimilmente esso risalente ad epoca precedente il Medioevo – è da riferirsi ad un piccolo insediamento nell’area dell’altopiano Plestino. Altri autori presenti in questo numero di Picus sono: Giacomo Bardelli, Raimon Graells i Fabregat, Luisa Brecciaroli Taborelli, Nicoletta Frapiccini, Gabriele Baldelli, Alberto Calderini, Gaia Pignocchi, Simona Antolini, Federica Cancrini, Marusca Pasqualini, Roberto Tomassoni ed Elena Santagati, la quale – proprio alla luce del più ampio campo d’azione della rivista – si sofferma sulle dinamiche politiche e le prospettive economiche tra le due sponde dell’Adriatico nei secoli IV e III a.C.
© Alessandro Feliziani / Orizzonti della Marca
(Articolo pubblicato sul settimanale ORIZZONTI della MARCA il 27 settembre 2025)



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