Anna Maraviglia, artista caldarolese che amò la xilografia
Tra le edizioni artistiche ormai quasi centenarie di famosi testi illustrati, come il “Bertoldo” di Giulio Cesare Croce o alcune “Novelle del Boccaccio”, è possibile imbattersi nell’opera dell’illustratrice marchigiana Anna Maraviglia, della quale ricorre (28 agosto) il trentesimo anniversario della scomparsa. Era nata a Caldarola nel 1912 e giovanissima manifestò un’evidente predisposizione al disegno, tant’è che l’incisore e scrittore Bruno da Osimo spinse i genitori di Anna ad iscrivere la loro figlia all’Istituto di Belle Arti per l’illustrazione e la decorazione del Libro di Urbino.
Anna Maraviglia frequentò la Scuola urbinate a partire dal 1927 per tre anni di corso superiore più altri due anni di perfezionamento. Fu una delle prime donne a diplomarsi alla “Scuola del Libro” e con lei anche altre due marchigiane: Edda Celani di Castel di Lama (1910-1982) e Maria Ciccotti di Pievebovigliana (1911-1992), anche loro affermatesi poi nel campo dell’arte. Non a caso la storica Paola Pallottino, insignita due anni fa a Macerata del titolo di “Accademica d’onore” dall’Accademia di Belle Arti, ha inserito le tre artiste marchigiane nella sua “Storia delle illustratici italiane” edita da Treccani.
I due libri illustrati citati all’inizio furono i primi lavori di Anna Maraviglia, con i quali si fece conoscere negli ambienti editoriali milanesi, ma anziché ascoltare il canto alle “sirene” lombarde ella continuò ad esprimersi artisticamente nella propria terra. Per quarant’anni è stata insegnante di disegno nelle scuole medie, prima a Macerata e poi – dopo il matrimonio con il dentista Giovanni Santancini – a Camerino, dove è rimasta a vivere per il resto della sua vita.
All’impegno di docente ha sempre affiancato l’attività artistica e la xilografia è stata la tecnica predominante in tutta la sua vasta produzione. Per decenni con il bulino ha inciso su dure tavolette di legno scene di ispirazione religiosa e scene della campagna maceratese (la vendemmia, la raccolta delle olive, il lavoro nei campi), nonché panorami e scorci di paesi: il Castello di Vestignano, il lago di Pievefavera, il mercato nella piazza di Caldarola o la fiera di Camerino. Quando il marito fu per alcuni anni sindaco di Serrapetrona, disegnò anche un’etichetta per le bottiglie di Vernaccia. Con le proprie xilografie – come ricordava anni fa Marta Gili in una retrospettiva dell’artista da lei curata a Serrapetrona – Anna Maraviglia “ha saputo custodire la memoria storica del territorio e la cultura delle tradizioni”. Anche per questo merita di essere ricordata ancora.
© Alessandro Feliziani /QN Il Resto del Carlino
Nella foto, Anna Maraviglia con le compagne di corso ed altri due studenti alla Scuola del Libro di Urbino (fine anni Venti del ‘900)
(Articolo pubblicato, con altro titolo, il 22 agosto 2025 nell’edizione Macerata del quotidiano Il Resto del Carlino)




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