La saggezza delle bisnonne americane.


© Si è appena chiusa a Milano la 34^ Esposizione Universale. Abbiamo ascoltato la soddisfazione degli organizzatori che hanno continuamente evidenziato la grande affluenza: 21 milioni e mezzo di visitatori in sei mesi, di cui 15 milioni italiani. Ora è da chiedersi: chiusi i cancelli, cosa resterà dell’Expo 2015? Sicuramente rimarrà a lungo l’eco della kermesse in termini di successo di pubblico e d’immagine per Milano e l’Italia. Lo scopo, però, non era questo, o almeno non solo questo.
L’Expo 2015, con 144 Paesi partecipanti, aveva un tema importante da sviluppare: il nutrimento dell’uomo e della terra, la lotta agli sprechi e il diritto di tutti a una sana e sufficiente alimentazione. I leader mondiali intervenuti l’hanno ricordato nei loro discorsi e hanno assunto un preciso impegno sottoscrivendo la “Carta di Milano”, documento di principi e d’intenti “per vincere le sfide connesse al cibo”. Papa Francesco, nel suo videomessaggio il giorno dell’inaugurazione, aveva auspicato che l’Expo fosse un’occasione per “globalizzare la solidarietà”. Ma i milioni di visitatori che hanno girato, spesso smarriti, per i 110 ettari dell’area espositiva, tra il grande “alveare” della Gran Bretagna e gli “orti in verticale” degli Usa, il “bosco” dell’Austria ed altre attrazioni su cui ha dominato l’imponente “Albero della vita”, quali occasioni hanno avuto per riflettere sul vero e purtroppo “celato” motivo per cui sarebbero dovuti andare lì? Quanti di loro si sono resi conto che più di un terzo del cibo prodotto viene sprecato? Che i milioni di tonnellate di alimenti ancora consumabili gettati ogni giorno tra i rifiuti potrebbero saziare più degli 800 milioni di persone denutrite nel mondo? Che la fame miete ogni anno più vittime di Aids, malaria e tubercolosi insieme?  
L’Expo di Milano è stata, al contrario, il grande show del cibo. D’altronde, per come l’Esposizione Universale è concepita sin dalla prima edizione del 1851 a Londra, era inevitabile che fosse così. Tuttavia sarebbe stato sufficiente consegnare a tutti i visitatori, insieme al biglietto d’ingresso, la riproduzione di una cartolina che un secolo fa trovò ampia diffusione tra le massaie americane. Indicava sei semplici regole per evitare inutili avanzi di alimenti: 1) comperate il cibo con attenzione, 2) cucinate con cura, 3) utilizzate poco grano e carne, 4) acquistate prodotti locali, 5) servite a tavola solo il necessario, 6) riutilizzate ciò che rimane. Tutti insegnamenti da tenere a mente ancora oggi.

Nella foto, l’immagine del manifesto antispreco diffuso in Usa nel 1917, oggi conservato negli archivi del Maine Historical Society.

(articolo scritto per il settimanale Emmaus e pubblicato sul n. 41 del 7 novembre 2015)

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