Francobolli per un ... "brindisi"


Chi nel 1961 era già un appassionato filatelico ricorderà bene il caso del “Gronchi rosa”, il francobollo che – a causa di errore nel disegno – fu ritirato dalla circolazione a poche ore dalla sua emissione, facendo così schizzare in alto le quotazioni tra i collezionisti.  Molti di coloro che, invece, all’epoca non s’interessavano di filatelia  sono poi diventati collezionisti proprio a seguito del clamore suscitato da quel francobollo emesso dalla Poste per ricordare il viaggio dell’allora presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, in America latina.
Sta di fatto che nella seconda metà del secolo scorso il collezionismo filatelico ha avuto un boom di appassionati. E con loro, anno dopo anno, sono aumentate anche le emissioni filateliche. Inizialmente appena una mezza dozzina, poi qualche decina, infine oltre un centinaio di nuovi francobolli ogni anno. Nel 2000 ne sono stati emessi cinquanta, dieci anni più tardi sessantacinque; novanta sono stati i nuovi francobolli nel 2012 e ben centotredici quelli del 2015.
I soggetti di questi francobolli sono i più svariati: personaggi illustri di cui ricorrono importanti ricorrenze, eventi politici o sportivi particolarmente significativi, anniversari, scoperte scientifiche, moda, prodotti caratteristici del made in Italy e, ultimamente, anche prodotti tipici dell’enogastronomia.
Rientrano in quest’ultima serie due francobolli dedicati ad altrettanti vini Docg del nostro territorio: la Vernaccia di Serrapetrona e il Verdicchio di Matelica riserva. Il primo dei due francobolli è stato emesso il 24 marzo 2012, contestualmente a quelli dedicati ad altri quattordici vini italiani. Ha un valore facciale di sessanta centesimi e il bozzetto, disegnato da Maria Carmela Perrini, raffigura un grappolo di uva, accanto a un filare di vite. La tiratura è stata di un milione di esemplari. Il francobollo dedicato al più famoso dei vini bianchi marchigiani è stato emesso, anche in questo caso, in contemporanea con altri quattordici francobolli dedicati ad altrettanti vini, il 10 ottobre scorso, con un valore di 95 centesimi. È stato stampato su bozzetto di Stefano Maggi raffigurante un grappolo d’uva Verdicchio e, sullo sfondo, un vigneto della zona di Matelica. La tiratura, in questo caso, è stata di quattrocentomila esemplari; meno della metà di quella del 2012.
I francobolli tematici offrono una grande visibilità ai soggetti raffigurati e costituiscono un mezzo di promozione alquanto capillare. Almeno così è stato fino a qualche tempo fa. La diversa tiratura per due francobolli sulla stessa tematica, emessi a distanza di pochi anni, rappresenta un sintomo della diminuita diffusione dei francobolli.
Quali le cause? Le moderne tecniche di spedizione automatica adottate dalle stesse Poste italiane (Postel, Postamassiva, Postatime, ecc.) oltre alla crescente diffusione di servizi postali privati, da un lato  e la drastica riduzione della corrispondenza cartacea, dall’altro, stanno relegando i francobolli ad un uso sempre più riservato al collezionismo filatelico.  
Un tempo, una gita turistica o scolastica, un soggiorno al mare o ai monti, oppure anche un viaggio per lavoro, erano occasioni per mandare ad amici e parenti una cartolina, da dover affrancare con un francobollo acquistato al ‘Sali e Tabacchi’. Oggi la cartolina è stata sostituita dalla foto (quando non addirittura dal “selfie”) scattata e spedita con il telefonino. Inoltre, al posto delle lettere, si è diffusa rapidamente la posta elettronica.
Negli ultimi cinque anni è stato calcolato in Italia un crollo dei volumi della corrispondenza (lettere e cartoline) del quaranta per cento. Questo proprio per la crescente diffusione di smartphone ed e-mail
Oggi per Poste italiane il settore postale tradizionale rappresenta appena un quinto degli introiti, mentre agli inizi degli anni Duemila i servizi postali costituivano più delle metà del bilancio.
Meno lettere, meno cartoline e quindi meno francobolli. Nonostante questo, ogni anno si registrano numeri sempre maggiori di emissioni filateliche, per la gioia dei collezionisti, ma anche di coloro che vedono la loro città, il loro evento, il loro prodotto - nel nostro caso il loro vino - “consacrato” in un francobollo.

(articolo scritto per il settimanale Orizzonti della Marca e pubblicato sul n. 2 del 16 gennaio 2016)

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